Kilometri Tessuti 

I tessuti in seta sono tanti, vediamone alcuni… 

La seta è il simbolo dell’eleganza e dell’estetica, abbiamo infinite qualità, lucentezze e consistenze. L’Organza ha volume; il Crepe Jeorget è strasparente ed ha una vestibilità che cade perfettamente; lo Chiffon è a metà tra l’Organza ed il Crepe Jeorget ed è molto  leggero.  Il Saten è uno dei tessuti lucidi, morbidi e molto eleganti. Lo Shantung ed il Buret sono tessuti a due colori indiani; lo Shantung viene chiamato anche doppione di seta ed ha un ordito in micado.

Il cambiamento che ha segnato un nuovo inizio!

Renè Gruau, l’illustratore degli anni 50 che ha dato vita alla donna cosi come la vediamo bella e seducente. L’irrompere della concezione di donna cosi come la conosciamo oggi… Le modelle in passerella sapranno chi le ha urtare a tanta seducente bellezza?

Dotato di grande talento diventò presto l’illustratore delle più grandi creazioni dei migliori stilisti del tempo. Con l’entrata in scena di Christian Dior nel 1947 con la collezione New Look, simbolo della rivoluzione degli 40 fatta dallo stesso stilista, si aprì in seguito una collaborazione che durerà per tutta la vita. Questa collaborazione iniziò con l’uscita del profumo Miss Dior, per il quale Gruau  realizzò dei disegni nei quali non era presente ne il profumo, ne la donna, ma tutto nell’immagine ne era una rievocazione.

Gruau e Dior insieme hanno creato un qualcosa che ancora oggi esiste, si evolve e lo farà sempre, ma non dovremo mai dimenticare coloro che hanno portato a tanta rivoluzione.

E perchè no?

imageOgni donna ha il diritto di essere bella e seducente. Non bisogna rinunciare alla bellezza per colpa di qualche chilo in più. Piacere a se stesse come  si è ed indossare quello che ci piace ci fa sentire bene, ed è anche ciò che ci rende belle, perchè una donna fiera di se stessa è più sicura ed affronta il mondo con la stessa arroganza con cui le modelle sfilano in passerella. Il tema dato nei licei artistici per la seconda prova è stato: bello è magro?
Il tema richiedeva di disegnare un abito elegante per una taglia M, L o XL.
Un tema non convenzionale dato target delle modelle. Il disegno di moda è sempre stato caratterizzato da una silhouette magra e slanciata proprio come le modelle in passerella; e perché no, magari un giorno questo stereotipo potrebbe cambiare.

Jeans!

Nelle grandi catene di negozi d’abbigliamento sugli scaffali non possono mancare i Jeans: Denim, strappati e i nuovi MOM JEANS a vita alta con gamba dritta che si stringono alla caviglia, come i Levi’s 501 degli anni 80- 90, sono rigidi in vero jeans, non elasticizzati e morbidi. I BOY FRIEND sono letteralmente i jeans rubati dall’armadio del lui. Il punto vita scende, il cavallo è basso e la gamba è larga e dritta. Poi ci sono i GIRLFRIEND che sono solamente una versione più slim dei boy friend.

Il Jeans fu inventato dal sarto Jacob Davis nel 1871 per essere brevettato con Levi Strauss il 20 maggio 1873. Le marche storiche e con le maggiori vendite sono “Levi’s” dall’azienda Levi Strauss & Co, Lee e Wrangler entrambi della Vf Corporation.

In tutto il mondo antico si usava dare ai tessuti il nome del luogo da cui provenivano, e Jeane era il nome scritto sui carichi di fustagno che, dal cinquecento, arrivarono a Londra dalla repubblica Marina di Genova, diventando così il nome di questa tela apprezzata per la sua robustezza. Utilizzato dalla Marina genovese per equipaggiare le navi a vela e per vestire i marinai.

Il DENIM ha portato alla confusione dei concetti: il termine denim indica il tessuto, e non necessarimente il colore blu; il termine jeans identifica il taglio dei pantaloni, tipico a 5 tasche, a prescindere dal tessuto. Il denim ha un armatura di saia da tre, è realizzato in filato di cotone, la trama è di colore bianco o écru e l’ordito di colore blu. Prima dei coloranti chimici, il colore proveniva da una pianta “isathis tinctoria” o dalla pianta “indigofera tinctoria” l’indaco. Quest’ultimo, tecnicamente, è molto simile al fustagno, di cui è probabilmente una derivazione. 

Tra Haute Couture e Prêt à Porter

IT:

Guardiamo le sfilate sognando di indossare uno di quei favolosi abiti che addosso alle modelle scintillano ma nel mondo reale non tutti hanno la possibilità di indossare le grandi creazioni dell’haute couture. Anche amando Valentino, Chanel, Zac Posen, Elie Saab, Dior e tanti altri c’è una parte di me che quando sceglie gli abiti la mattina, indossa l’esatto opposto rispetto a ciò che rappresentano questi meravigliosi stilisti. Ciò che preferisco indossare è un look Street/ Casual che è molto comune tra i giovani; i jeans strappati e le camice da boscaiolo sono all’ ordine del giorno. Questo abbigliamento rientra nella categoria del prêt à porter!

Tra l’haute couture e il prêt à porter ci sono differenze sostanziali che vanno dalla confezione realizzata con la tradizionale sartoria a quella in serie dell’industria. C’è da dire che l’haute couture è vera arte, il couturier è un pittore, un archittetto e uno scultore. L’alta moda è dunque la parte creativa che porta alla creazione di abiti unici e irripetibili di fattura sartoriale che, come tale, è su misura. Questa categoria è rivolta a un’élite che può permettersi queste splendide creazioni che, per l’appunto, sono come delle vere e proprie opere d’arte. Il prêt à porter rappresenta il giusto equilibrio fra l’alta moda e la distribuzione di massa. La linea di moda è sempre progettata da uno stilista ma, questa volta, verrà prodotta in serie con taglie standard. Anche queste collezioni vengono presentate al grande pubblico durante eventi come la settimana della moda che si tiene nelle quattro grandi capitali della moda: New York, Milano, Parigi e Londra. L’haute cuture viene sempre distinta anche per le sfilate dal prêt à porter date le taglie standard da commercializzare.

Quest’anno alla fashion week Autunno Inverno Haute Couture 2015/ 2016, Parigi  ha presentato l’atelier Versace, Dior, Chanel, Giorgio Armani Privè, Elie Saab, Giambattista Valli e tanti altri. Per quanto riguarda Parigi Prêt á Porter sono stati presentate le collezioni di Project, Chloè, Paco Rabanne, Céline, Moncler Gamme Rouge e le linee Prêt à Porter di Valentino, Hermès, John Galliano, Balenciaga…

AllSaints

So many sewing machines! #Singer

IT:

Nasce nel 1994 proponendo solo Menswear, deve il suo nome ad una duplice ispirazione: The Saint alias Simon Templar del telefilm anni 60’ e AllSaints Road di Nottinghill. Strettamente legato al mondo della musica veste gli U2 , gli Stereophonics, Robbie Williams, Kelis e molti altri.

Lo stile Street tende al Casual trovando anche look più aggressivi, chiunque può trovare qualcosa di attraente da AllSaints soprattutto chi ama quell’atmosfera ruvida così attuale che ti avvolge completamente sin dall’entrata .

Richiami British anni 60’ rivisitati, gusto Street, tagli irregolari, colori scuri dal nero a tutte le sfumature del grigio, marroni , ruggine, tortora spezzati da fantasie sempre scure e di tendenza. Queste cromie, facili in un certo senso, fanno pensare alla nebbia di Londra, ai fumi delle fabbriche e all’atmosfera dElla città.

ENG:

Opened in 1994, selling only Menswear at first, AllSaints owes its name to both The Saints alias Simon Templar, from the 60’s tv series, and Allsaints road in Notting Hill. Closely linked to music, their clothes have been worn by famous artists such as U2, Stereophonics, Robbie Williams, Kelis and many more.

Because of their Street-Casual – sometimes even aggressive – style, almost anyone can find something interesting at AllSaints, especially those who love the modern and rough atmosphere pervading the whole place.

They feature 60’s Brit references, street style, irregular cut, dark coulours going from black to every single shade of grey and brown, from rust to dove-grey, accompanied by dark and ever-trendy patterns. These coulours, in a certain way simple, recall London’s fog, the smog rising from factories and the atmosphere of the city.

 

 

 

 

 

 

Shoes: our best friends

#KurtGeiger Porto bello road in London

IT:

Kurt Geiger apre il suo primo negozio nel Regno Unito nel 1963. Da allora ha fatto tanta strada diventando, come lo definisce Vogue UK, il marchio di calzature più cool del momento. Vanta un record di vendite di oltre due milioni di scarpe vendute all’anno.

ENG:

Kurt Geiger opened his first shop in 1963 in the UK. A lot of time has passed since then, and his footwear brand has been praised as the coolest of the moment by Vogue UK. He holds a record of more than two million shoes sold per year.